GL_dreamersMEF

G.L.

2016

collage su lenzuolo in lino con ricamo

200×140 cm.

 www.dreamerstorino.it/linterpretazione-dei-sogni/

Il Museo Ettore Fico ha chiesto all’artista di rielaborare in modo libero il manifesto della comunicazione dell’evento “Dreamers”. Il formato era l’unico vincolo da rispettare.

Solitamente sono le arti applicate che si uniformano alle arti visive ancora considerate primarie rispetto alle prime. In questo caso è avvenuto l’inverso. Le arti visive si sono adeguate a scelte formulate precedentemente dalle arti applicate.

“Silvia Margaria rielabora il poster in un collage delicato e con riferimenti botanici incollando trifogli veri e disegnando fiori e foglie con delicati pastelli rossi. L’artista però aggiunge un volto al volto esistente, una donna con gli occhi chiusi, è Meret Oppenheim, maga e musa del Surrealismo, il movimento nato, anche, dalle riflessioni freudiane. Il volto della donna appare chiuso nel suo pensiero avvolto dalla cortina dei frammenti botanici come una sorta di Ofelia del dipinto di John Everett Millais e ci invita a raggiungerla in una dimensione onirica e lontana”.

(Andrea Busto, direttore Museo Ettore Fico)


The Ettore Fico Museum asked the artist to rework the event poster “Dreamers” in a new way. The only constrain to be respected was the format.

Usually applied arts adapt to visual arts, the latter are still considered more important than the first. In this case the opposite happened. Visual arts have adapted to choices previously made by applied arts. 

“Silvia Margaria reworks the poster in a dedicated collage that includes botanical references such as real clovers glued, and flowers and leaves drawn using red crayons. The artist adds a face to the existing one, it’s a woman with her eyes closed, she is Meret Oppenheim, sorceress and muse of the Surrealism, the movement born from some Freudian reflections. The woman’s face appears locked in her thoughts, envoloped by the screen of the botanical fragments, like a sort of Ofelia in John Everett Millais’s painting, teasing us to join her in a far, dream-like dimention.

(Andrea Busto, Ettore Fico Museum director)