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DE-COSTRUZIONI

2014

4 collages 50×70 cm., 4 poster colore carta 140 gr. 70×100 cm., 59 pezzi in legno colori diversi 108×11,5 cm (misure torre), video HD colore 6’28” supporto DVD

Il progetto De-costruzioni nasce come indagine delle immagini tra passato e presente, mettendo in luce gli scarti, i vuoti, le fratture, le discontinuità nelle immagini e nei testi. La de-costruzione di un oggetto caratteristico di un’epoca passata – il fotoromanzo, che negli anni ’60 in Italia ha avuto un grande successo – ha permesso di affrontare una ricerca sulla compenetrazione tra passato e presente, sulla costruzione della memoria e sulla stabilità e permanenza degli oggetti.

I fotoromanzi presenti nell’opera, recuperati da una torre di riviste abbandonate vicino ad un cassonetto dell’immondizia, sono composti da fotografie caratterizzate da una sorta di bellezza più teatrale che cinematografica, una compostezza fuori moda che sovverte il codice proprio del fotoromanzo più recente, caratterizzato da pose plastiche, gestualità accentuata, illuminazione degli ambienti assoluta, un’artificiosità studiata e voluta. I dialoghi, al contrario, non trasmettono la stessa seduzione: troppo educati e poco caratterizzati, sembrano piccole composizioni poetiche invece che stralci di realtà parlata.

I dialoghi sono stati tagliati seguendo i contorni delle frasi, lasciando buchi di forma regolare, finestre aperte ad una nuova comunicazione: sotto ciascuna nuova apertura vi è ora un’immagine a colori prelevata da riviste, giornali e libri contemporanei. Dalle parole dei fumetti tagliati e “smontati” è nato un nuovo dialogo con un diverso ordine delle parole, inevitabilmente soggettivo.

I quattro poster del progetto raffigurano ciascuno un personaggio dei diversi fotoromanzi scelti – proprio come si usava negli anni ’60 quando alcune riviste inserivano, come supplemento, un’immagine del personaggio più amato piegata all’interno – e sono la somma delle espressioni dell’attore, che si ritrova scomposto all’interno di un movimento immaginato. Su questi grandi ritratti compaiono, come esseri invasori, le forme dei fumetti tagliati: gli sciami colorati creano linee e direzioni di forza all’interno della composizione, marcano la loro legittima presenza e nello stesso tempo sembrano cercare il posto giusto in cui restare in equilibrio.

Le stesse sagome colorate sono riprodotte in legno, mantenendo le misure reali dei ritagli, per formare i pezzi di un gioco di costruzioni. Lo spettatore può provare a costruire la torre – proprio come si vede nel video – ma impilare i 59 pezzi sembra essere un’impresa scoraggiante.


The project De-costruzioni started as an investigation between images from the past and the present, highlighting the leftovers, the missing parts, the fractures, the discontinuity in the images and in the texts. The deconstruction of something characteristic of a past era – the photo story book that in Italy was very successful in the 60’s – allowed us to face a research on the interpenetration between past and present, on the memory construction and on the stability and permanent objects.

The photo story book present at the time, recovered from an abundant pile of magazines near the rubbish, is made from pictures that display a sort of beauty that is more theatrical cinematographic, a composure out of fashion that changes its own recent photo story book code, characterized from poses, over the top gestures, over exposure, an artificiality made on purpose. The dialogues on the other hand do not  show the same seduction: too polite and lacking character, they sound like little poetry compositions instead of conversations.

The dialogues were cut following the edges of the sentences, leaving regular shaped holes, windows open to a new communication: under each new opening of a dialogue there is a colour picture coming from magazines, newspapers and contemporary books. From the words of the comics (nip and cut) a new dialogue was born but with the words in different positions, inevitably subjective.

The four project posters picture a different character picked from different photo story books – as was in fashion in the 60’s when some magazines included, as an addition, a pullout poster of the most popular character – and are the sum of the actor’s expressions, which is decomposed inside imaginary movement. On this big portrait appears, like little invaders the shapes of the cut out comics: colourful swarms create lines and force direction inside the composition, missing their legitimate  presence and in the meanwhile they seem to create the right place where to balance.

The same coloured silhouettes are reproduced in wood keeping the same real sizes of the scraps for shaping the pieces of a building game. The spectator can try to build a tower – like you can see in the video – but pilling the 59 pieces seems to be quiet daunting.