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ANTHOLOGÌA

2015-2019

38 stampe Fine Art su carta baritata lucida, colore; acqua e clorofilla.

24×36 cm.

La parola Antologia deriva dal greco Anthologìa (ánthos ‘fiore’ e légō ‘scelgo’) e significa ‘scelta di fiori’. Nel 2015 Silvia Margaria scelse alcuni fiori recisi da portare al Cimitero Monumentale e al Socrem di Torino, per commemorare la vita di cinque donne illustri torinesi: fiordalisi per Isa Bluette, mimosa per Adelaide Aglietta, lavanda per Emilia Mariani, fiori di campo per Giorgina Levi, ortiche per Amalia Guglielminetti. Ornare di fiori le tombe è un rito con significati profondi, è un gesto che rappresenta un dono sentito e simbolico, evidente metafora dello sforzo di sopravvivere all’oblio. Il fiore è simbolo di bellezza, perfezione e purezza, ma nello stesso tempo è metafora della fragilità e brevità della vita. 

Una tomba illustre, come dice la parola stessa, appartiene ad un personaggio che gode di un’ampia e meritata fama, per eccezionali qualità o azioni significative. Merita cioè di essere ricordato in modo particolare dalla collettività. L’ambivalenza tra illustre e anonimo, tra ricordo e dimenticanza, tra valore e scarto è ciò che costantemente richiama l’attenzione e interessa la ricerca di Margaria.

La scelta delle cinque donne illustri, derivante da uno studio generale delle tombe celebri femminili con l’intenzione di focalizzare la ricerca sulla lotta per l’emancipazione femminile, si basa su una sensibilità soggettiva, su personali assonanze e accordi.

Ciascun fiore scelto ha un particolare significato in riferimento alla persona alla quale è collegato. Il nome di Emilia Mariani è legato alle battaglie per l’emancipazione femminile, alle lotte per il miglioramento delle condizioni lavorative delle maestre e per la parità tra insegnanti uomini e donne. Sulla sua lapide si legge: Visse per la gioventù, istruendo ed educando al bene. Fu semplice, buona, affettuosa. Amò i fiori, predilesse i bimbi. Il devoto omaggio di questi ti sarà continuato dalla tua famiglia, che solamente ora trova conforto nell’averti presso di sé nella tua città natale che tanto amasti. E fiori, fiori e fiori olezzeranno sempre presso le tue ceneri benedette. La lavanda è un fiore che dura a lungo, con un profumo intenso e costante. 

A seguito dei provvedimenti antisemiti del 1939, Giorgina Levi emigra in Bolivia, insieme al marito Enzo Arian. Qui ha saputo adattarsi alle situazioni più difficili, proprio come i fiori di campo che crescono con tenacia e ostinazione. Il suo impegno e l’apertura verso altre identità e realtà, la resistenza a ingiustizie e soprusi, l’amore per la giustizia e l’uguaglianza sociale, sono un esempio di attivismo e rivoluzione. Nel testo per una lezione ai suoi studenti pubblicato in appendice al volume “Tutto un secolo”, si legge: Pregiudizi e calunnie secolari sono duri a morire e ricompaiono periodicamente per sostenere posizioni nazionalistiche estremistiche e interessi politici ed economici.

Teresa Ferrero, in arte Isa Bluette, è stata attrice teatrale, cantante e soubrette del teatro di rivista degli anni venti e trenta del novecento. Donna autonoma, padrona della propria femminilità e dei propri sentimenti, aveva scelto come nome d’arte proprio quello del fiordaliso, un fiore con un colore brillante e vistoso, che cresce libero in pieno sole. 

La poetessa e giornalista Amalia Guglielminetti era famosa, economicamente indipendente, colta, amata dai critici più consolidati dell’epoca e rappresentava tutto ciò che le femministe del suo tempo rivendicavano come diritti inalienabili delle donne. Irrequieta ed appassionata, incline ad infrangere le regole del perbenismo borghese che relegava la donna negli angoli bui dei salotti letterari dell’epoca, disse di sé: Chi mi conosce sa ch’io sono scontrosa come un’ortica e che le mie temerità non sono fatte che di parole scritte. Il suo stile di vita e la sua attività letteraria diedero impulso allo sforzo di emancipazione in atto ai suoi tempi.

Adelaide Aglietta, con passione e tenacia, si è battuta per anni contro una legislazione arretrata, impegnandosi prima per la difesa della legge sul divorzio, poi per la legalizzazione dell’aborto. Riservata, schiva, quasi timida, era una donna per la quale il femminismo era passione e ragione di vita. Nel “Diario di una giurata popolare al processo delle Brigate Rosse” si legge: Trecento persone armate di nonviolenza, di fiori, di serenità riescono indisturbate a occupare il “cuore giudiziario” della città. (…) Quando tocca a me entro nell’aula, i compagni mi salutano, mi accorgo di avere ancora dei fiori in mano. Era il 6 marzo 1978.

Alla commemorazione con i fiori al cimitero, è seguito un lungo periodo di documentazione quotidiana, attraverso una serie di diapositive, dell’appassimento dei fiori sulle tombe. Nel 2018 prende forma Anthologìa, lavoro composto da 38 fotografie derivate dalle centinaia scattate nel 2015. Ciascuna fotografia è la sovrapposizione di due diapositive: una diapositiva del primo giorno di documentazione è sovrapposta a una diapositiva dell’ultimo giorno, una diapositiva del secondo giorno è sovrapposta a una diapositiva del penultimo giorno, e così via fino ad un incontro temporale nel giorno che sta a metà, visibile nell’ultima sovrapposizione della serie nella quale si sommano due diapositive scattate lo stesso giorno. Il rapporto tra le due immagini sovrapposte, la convivenza e la compenetrazione di forme e colori, di realtà e tempi differenti, è possibile solo cercando di mantenere un equilibrio: il risultato finale è una sovrapposizione ricercata del tempo passato, della memoria di due realtà temporali che convivono diventando immagine evocatrice. Essa nasconde le originarie differenze sotto la sua espressione unitaria. 

Le stampe dalle diapositive sovrapposte vanno a formare 5 serie, una per ciascun fiore, sulle quali l’artista è intervenuta con una soluzione di acqua e clorofilla, il pigmento necessario per attivare la fotosintesi e innescare quindi la produzione di ossigeno. 

Ciò che queste donne hanno lasciato è ricco, forte, radicato. Conoscere il passato, considerare lo sforzo, rispettare le vite che fanno resistenza, ammettere il cambiamento, conservare la memoria e commemorare il ricordo, fa si che ci sia evoluzione, crescita e vita.


 

The word Antologia derives from the Greek Anthologìa (ánthos ‘flower’ and légō ‘choose’) and means ‘choice of flowers’. In 2015 Silvia Margaria has chosen some flowers to bring to Monumental Cemetery and to Turin’s Socrem, to commemorate the lives of five distinguished women in Turin: Isa Bluette, Adelaide Aglietta, Emilia Mariani, Giorgina Levi, Amalia Guglielminetti. Adorning the graves with flowers is a rite bearer of profound meanings, it’s a gesture of anthropological order, obvious metaphor of the effort to survive to oblivion. The flower is the symbol of beauty, perfection and purity, but at the same time it’s the metaphor of the fragility and brevity of life.

An illustrious grave, as the meaning of the word, belongs to a character who has a wide and deserved reputation, for exceptional qualities or important actions. It deserves to be remembered in a particular way by the community. The ambivalence between illustrious and anonymous, between memory and forgetfulness, between value and waste is what constantly draws the attention and interests of the artist’s research.

The choice of the five illustrious women, deriving from a general study of the famous female graves, focusing the research on the struggle for women’s emancipation, is based on a subjective sensitivity, on personal assonances and agreements that allowed the artist to recognize and exalt them.

Each chosen flower has a specific meaning depending on the person to whom it’s related. Emilia Mariani’s name is linked to the battles for women’s empowerment and to the struggles for the improvement of the working conditions of teachers. On her tombstone you can read: She lived for youth, instructing and educating to love. She was simple, good and loving- She loved flowers and children. The devout homage of these, will be kept from your family that only now finds solace in having you with them in your beloved hometown. And flowers, flowers and more flowers will always smell good at your beloved ashes. Lavender is a long-lasting flower, with an intense and durable scent.

Giorgina Levi, who in 1939 escaped with her husband to Bolivia to avoid the racial laws, adapted, in the best possible way to the most difficult situations, just like wild flowers that grow with tenacity and stubbornness. Her commitment and openness to other identities and realities, the resistance to injustice and abuse, the love for justice and social equality, are an example of activism and revolution. In the text for a lesson to her students published in the appendix of “All a century”, we read: Secular prejudices and slanders are hard to die and reappear periodically to support extremist nationalist positions and political and economic interests.

Teresa Ferrero, known as Isa Bluette, was a theatrical actress, singer, 20s and 30s showgirl. Independent woman, mistress of her own femininity and feelings, she chose as a stage name the cornflower, a flower with a bright and flashy colour, despite the simplicity of its forms.

The poet and journalist Amalia Guglielminetti was famous, economically independent, cultured, loved by the most consolidated critics of the time; she represented all that the feminists of her time claimed as inalienable women’s rights. She was restless and passionate, prone to break the rules of the bourgeois respectability that relegated women in the dark corners of the literary salons of the time. She said of herself: Anyone who knows me know that I’m grumpy as a nettle and that my temerity isn’t made that words. Her lifestyle and her literary activity gave impulse to the emancipation effort in action in her time.

Adelaide Aglietta with passion and tenacity, she fought for years against a retarded legislation, committing herself first to the defence of the law on divorce and for the legalization of abortion. Discreet, introverted, almost shy, for her feminism was a passion and a reason for living. In the “Diary of a jury woman at the Brigate Rosse trail” we read: Three hundred people armed of non-violence, flowers, serenity managed undisturbed to occupy the “core of the city court house” (…) When it is my turn, I enter the room, my companions greet me, I realize I still have flowers in my hand. It was March 6, 1978.

After the commemoration with flowers at the cemetery, there was a long period of daily documentation, through a series of slides of the withering flowers on the graves. The many slides of each flower have been waiting for a couple of years, as Margaria felt the need to expand the time and let the memory settle. In 2018 the project of Anthologìa takes shape, as a work composed by 38 photographs derived from the hundreds taken in 2015. Each picture is a superposition of two slides: a slide from the first day is superimposed with one from the last day, a slide from the second day is superimposed with one from the penultimate day, and so on until a temporal meeting on the day that is about halfway, visible in the last series overlap where two slides the same add up. The relationship between the two images, the coexistence and the interpenetration of shapes and colours, of situations and different times, it’s possible just trying to keep the communion. The final result, an overlapping sought in past times, of the memory two temporal realities that coexist becoming an evocative image. It hides the original differences under its unified expression. 

The photographs printed from the slides overlaps, forms 5 sets, one for each flower, on which she intervened with a chlorophyll and water solution, to activate photosynthesis process and thus trigger the production of oxygen.

What these women have left is rich, strong, deeply rooted. Knowing the past, considering the effort, respecting the lives that resist, admitting change, preserving and commemorating memory, ensure that there is an evolution, with growth and life.